
TERMOLI. Nella verde di presidente del Gal Molise Costiero,. assunta dallo scorso 7 agosto, Nico Balice traccia le linee della nuova fase operativa dell’organismo. Al centro del mandato ci sono il sostegno alla marineria, la qualità della programmazione, la tutela ambientale e la capacità di trasformare le risorse disponibili in opportunità concrete per il territorio.
«Il Gal deve continuare a essere, prima di tutto, un laboratorio di sviluppo locale: un luogo capace di ascoltare il territorio, mettere in relazione competenze, costruire partenariati e trasformare bisogni e opportunità in progetti concreti», dichiara il presidente Nico Balice.
Una visione che supera la semplice gestione dei finanziamenti e punta sulla costruzione di una strategia condivisa. «Il vero valore aggiunto di un Gal non è rappresentato soltanto dalla capacità di gestire risorse finanziarie, ma dalla capacità di mettere in rete persone, idee e opportunità. Le sfide che attraversano le nostre comunità costiere sono complesse e richiedono risposte integrate, costruite attraverso il dialogo tra istituzioni, imprese, operatori della pesca, associazioni, mondo della ricerca e cittadini».
Al centro della nuova fase operativa vi sarà la marineria molisana, componente fondamentale dell’identità, dell’economia e della cultura del territorio, ma chiamata ad affrontare profondi cambiamenti.
«Le questioni ambientali, l’aumento dei costi di gestione, la sostenibilità delle attività di pesca, la transizione energetica, le nuove normative europee, il ricambio generazionale e la competitività dei mercati impongono una riflessione profonda. Non bastano interventi settoriali o emergenziali: occorre una strategia capace di tenere insieme ambiente, innovazione, economia e comunità locali».
L’obiettivo è accompagnare la pesca verso modelli più sostenibili e competitivi, senza disperdere il patrimonio di conoscenze, tradizioni e professionalità costruito nel tempo. Per raggiungerlo sarà decisiva la qualità della programmazione.
«Il nostro compito non è semplicemente spendere risorse, ma generare sviluppo. Le comunità non hanno bisogno di nuove cattedrali nel deserto, bensì di investimenti utili, sostenibili e capaci di produrre lavoro, servizi, innovazione e coesione sociale. Ogni euro pubblico deve lasciare un’eredità sul territorio. Il successo non si misura dalla quantità delle somme impegnate, ma dalla capacità di trasformarle in crescita, competitività e qualità della vita».
Un ruolo centrale sarà svolto anche dalle competenze dello staff tecnico e dalla costruzione di partenariati qualificati. «Possiamo disporre delle migliori opportunità offerte dalla programmazione europea, ma senza professionalità adeguate rischiamo di perdere occasioni decisive. Non basta gestire le procedure amministrative: bisogna accompagnare i processi di sviluppo, individuare soluzioni innovative, favorire reti di collaborazione e misurare l’impatto degli interventi nel medio e lungo periodo».
Il GAL dovrà quindi consolidarsi come una struttura dinamica, moderna e orientata ai risultati, capace di leggere i bisogni reali delle comunità e di rafforzare, quando necessario, competenze, visione e capacità d’intervento.
Essendo arrivata a metà percorso l’attuazione della Strategia di sviluppo locale, una delle prime attività sarà la verifica dei risultati raggiunti e la possibile rimodulazione degli interventi sulla base delle esigenze emerse dal confronto con il territorio.
«Le strategie di sviluppo non possono essere rigide, ma devono evolvere insieme ai cambiamenti economici, ambientali e sociali. La verifica rappresenterà un passaggio importante dell’avvio del mio mandato e consentirà di orientare le risorse verso una sempre maggiore aderenza alle sfide affrontate dalla marineria e dall’intero sistema costiero».
Nei prossimi mesi entreranno nella fase operativa alcuni progetti pilota nati dalle esperienze di cooperazione maturate nell’ambito dei programmi Interreg e integrate nella Strategia di sviluppo locale. Iniziative che intendono mettere insieme ricerca, innovazione, sostenibilità ambientale e crescita economica.
Il primo ambito riguarderà la gestione dei rifiuti marini nel bacino portuale di Termoli e, qualora richiesto, anche negli altri piccoli porti turistici presenti lungo la costa molisana. A questo si affiancherà il tema della decarbonizzazione delle attività connesse alla pesca e all’economia del mare.
«Sono sfide ormai centrali per tutte le marinerie europee e non possono essere affrontate in modo isolato. Richiedono il contributo di competenze specialistiche di alto livello. Per questo siamo particolarmente soddisfatti delle relazioni avviate con un partenariato scientifico qualificato, che vede come capofila il Distretto Tecnologico High-Tech di Lecce e coinvolge altre agenzie specializzate nella ricerca e nell’innovazione applicata».
Un secondo filone comprenderà le iniziative dedicate alla tutela e alla valorizzazione dei territori costieri, con una particolare attenzione alle risorse ambientali, culturali e paesaggistiche. In questo percorso sarà importante il contributo degli studiosi e dei ricercatori dell’Università del Molise, attraverso competenze scientifiche e attività di ricerca applicata.
Un ulteriore settore strategico sarà quello delle filiere corte e del chilometro zero nel comparto ittico. «Una maggiore vicinanza tra produttori e consumatori può aumentare il valore aggiunto che rimane sul territorio, rafforzare il reddito degli operatori e favorire modelli di consumo più sostenibili e consapevoli».
Il presidente Balice rivolge infine un messaggio agli operatori e alle comunità locali: «Il Molise costiero ha oggi una grande opportunità: costruire uno sviluppo fondato sulla qualità, sull’innovazione e sulla capacità di fare sistema. Il GAL continuerà a essere un luogo di ascolto, confronto e progettazione condivisa, con l’obiettivo di creare opportunità concrete e territori più forti, competitivi e attrattivi».
«I progetti che prenderanno forma nei prossimi mesi non saranno interventi isolati, ma tasselli di una strategia complessiva che mette al centro il territorio, le comunità e le prospettive di lungo periodo. La vera sfida non è spendere le risorse disponibili, ma trasformarle in sviluppo reale, innovazione, occupazione e qualità della vita. È su questo terreno che il Gal Molise Costiero, in continuità con l’impostazione strategica di questi anni, intende misurare il successo della propria azione».